Punto Rec Studios for EXPO 2015

PADIGLIONE ZERO
PAVILLON ZERO

Il Padiglione Zero introduce la visita del Sito Espositivo di Expo Milano 2015. Quanto l’uomo ha prodotto dalla sua comparsa sulla Terra fino a oggi, le trasformazioni del paesaggio naturale, la cultura e i rituali del consumo, sono il punto di partenza per qualsiasi progetto futuro. Il Padiglione Zero è il luogo in cui raccontare questo straordinario percorso con un linguaggio emotivo e immediato.

L’ARCHIVIO DEL MONDO
THE ARCHIVE OF THE WORLD

Il Padiglione Zero, come il numero che lo rappresenta, è l’inizio di tutte le storie.
La prima - e più importante di tutte - è quella che racconta il percorso dell’uomo sulla terra in relazione al suo rapporto con l’alimentazione, e dunque con la natura, di cui è parte, ma anche artefice e consapevole o involontario trasformatore.
Conoscere quanto l’uomo ha prodotto e di cui si è cibato dalla sua comparsa sulla terra fino a oggi, le trasformazioni del paesaggio naturale, la cultura e i rituali del consumo è, infatti, il punto di partenza per qualsiasi progetto futuro.
Ispirato all’utopico progetto di rappresentazione enciclopedica dello scibile universale ideato dall’umanista Giulio Camillo Delminio nel XVI secolo, l’archivio del mondo è una proiezione reale della memoria umana.
La mappa universale di tutte le arti e le scienze è rappresentata da un theatrum: un vero e proprio edificio ligneo dove in scena è lo straordinario spettacolo della conoscenza.
Dentro una “biblioteca” fatta di cassetti sono celati tutti i loci del sapere: non libri, ma spazi tridimensionali in cui qualsiasi esperienza sensoriale può trovare adeguata dimora.

SOUND DESIGN

La colonna audio del Muro della Memoria, vuole essere evocazione e colonna sonora del mondo. Dai suoi cassetti aperti fluiscono le preghiere dei popoli del pianeta: dai canti ortodossi greci a quelli cristiani, da quelli induisti a quelli dell’Islam, da quelli degli sciamani a quelli dei russi ortodossi, dai canti buddisti a quelli della comunità ebraica. I toni bassi e multilingue di questa colonna sonora, hanno il compito di rievocare nel visitatore la sua personale esperienza di “memoria”.

LE ARTI DELL’UOMO
THE ART’S MAN
PASTORALE CILENTANA - Un film di MARIO MARTONE

Sullo sfondo di un paesaggio italiano, in un tempo antico, prende vita il racconto di una storia universale.
Una famiglia di contadini. Un casolare di campagna. Infinite distese di campi, greggi al pascolo, dolci declivi e gli occhi di un bambino che, esplorando il mondo, arrivano a sfiorare l’orizzonte del mare. In questa favola pastorale le giornate sono scandite dai ritmi della natura: dal fluire delle stagioni all’alternarsi del giorno e della notte, il racconto di quest’arcadia lontana e bellissima traccia la parabola di una vita tanto idealizzata quanto autentica.
Nel corso della sua evoluzione l’uomo, esplorando la natura intorno a sé, si è scoperto prima cacciatore, pescatore e poi pastore e contadino. Ha messo il proprio genio a servizio della sua necessità di sopravvivenza, ideando e sempre più affinando le quattro arti con cui ha scoperto e modificato l’universo animale e vegetale. Un patrimonio collettivo di téchnai millenarie attraverso cui ha conosciuto prima il mondo, e poi se stesso.

SHORT FOOD MOVIE - Feed your Mind, Film your Planet
SHORT FOOD MOVIE - Feed your Mind, Film your Planet

Short Food Movie è uno dei progetti ufficiali di Expo Milano 2015, prodotto dalla Fondazione Cinema per Roma e dal Centro Sperimentale di Cinematografia.
A partire da giugno 2014, la piattaforma web www.shortfoodmovie.expo2015.org ha raccolto circa 800 cortometraggi da tutto il mondo sui temi dell’Esposizione Universale. Con un’unica regola: la durata, compresa tra i 30 e i 60 secondi. I video, girati da videoamatori e professionisti con ogni strumento digitale, costituiscono la prima piattaforma web permanente per raccogliere testimonianze ed esperienze dai cinque continenti in materia di cibo e vita. Ferzan Özpetek è stato il Presidente della Giuria che ha decretato i video vincitori del concorso Short Food Movie.
I contributi, inoltre, compongono l’imponente videoinstallazione collettiva proiettata a seguito del film Le arti dell’uomo. L’immensa parete di proiezione – di circa seicento metri quadri di superficie – è la memoria visibile del nostro passato e del nostro presente.
I filmati, giunti da 65 paesi, esplorano le tematiche di Expo Milano 2015 in otto categorie: cibo e vita, cibo e natura, cibo e sostenibilità, cibo e cultura, cibo e produzione, cibo e persone, food & wellness e Sfida Fame Zero. Quest’ultima categoria, realizzata in collaborazione con le Nazioni Unite, raccoglie i cortometraggi sugli obiettivi del programma per l’eliminazione della fame nell’arco della nostra vita.

L’ADDOMESTICAZIONE VEGETALE
THE DOMESTICATION OF PLANTS

La prima grande rivoluzione della storia dell’uomo è avvenuta circa 10.000 anni fa, quando nei territori della Mezzaluna Fertile sono comparse le prime forme di società stanziale agricola.
Gli individui scoprono di riuscire a trarre maggiore sostentamento dalla selezione e dalla coltura di alcune specie vegetali edibili piuttosto che dal vaglio delle foreste vergini. Da raccoglitori si fanno, così, contadini, primi architetti dei campi.
L’atto della domesticazione delle piante (dal latino “domus”, “casa”) è emblema di una transizione epocale e in esso risiede il seme della civiltà intera.
I destini dell’uomo e della natura s’intrecciano in modo indissolubile. Le distese coltivate che disegnano i nostri orizzonti sono riassunti visibili di questo dialogo: un grande dizionario del creato, con la panoplia delle sue quinte policrome di frutti, ortaggi e ogni genere di semi e spezie.
Conoscerne e proteggerne la biodiversità, mediante l’uso sostenibile delle pratiche agricole, significa preservare il segreto della sua ordinata e imperitura armonia.

L’ADDOMESTICAZIONE ANIMALE
THE DOMESTICATION OF ANIMALS

La storia dell’allevamento è la storia di un’alleanza.
La necessità di selezionare e allevare delle specie animali ha coinciso, per l’uomo, con quella di un radicamento sempre più marcato. Dall’alimentazione (mediante caccia e pastorizia), al lavoro (con l’aratura e la fertilizzazione dei terreni coltivati), al trasporto, fino alla lavorazione di lana e pelli, la presenza degli animali nella vita degli uomini è stata sinonimo non solo di sopravvivenza, ma di evoluzione.
L’animale nutre, scalda, sostenta, aiuta. Entra a far parte dei ritmi della vita della comunità a tutto tondo. Definisce i contorni delle prime gerarchie sociali (con l’allevamento viene introdotto il concetto di proprietà). È fonte di ricchezza, bene di scambio e, in molte culture del mondo, figura sacra.
La straordinaria arca degli animali del mondo è una delle nostre primarie fonti di energia: la vera grande famiglia cui noi tutti apparteniamo.

SOUND DESIGN

La sala dell’addomesticazione animale è caratterizzata da una colonna audio immersiva, che ha lo scopo di riprodurre una varietà di suoni naturali differenti, che rappresentano il rapporto da sempre esistente tra gli animali e l’uomo, tra gli animali e le comunità che allevano e pescano.
Il sound design è composto sulla base di una sceneggiatura: addomesticamento del cane e delle pecore; addomesticamento del cavallo; il bue che ara, la mucca con il vitellino e la mungitura; il deserto con la carovana di cammelli; il volo dei pesci volanti che escono dal mare e attraversano lo spazio sonoro; gli elefanti che lavorano e spostano i materiali ecc.

ALLEVARE, COLTIVARE, CACCIARE, PESCARE
BREEDING, FARMING, HUNTING, FISHING

Selezionando e allevando piante e animali, le prime comunità divenendo stanziali iniziano a strutturarsi.
L’uomo sente la necessità di intervenire sull’ambiente modificandolo e di creare strumenti in grado di prolungare, perfezionare e moltiplicare i gesti delle proprie attività.
Il primo aratro introduce il concetto di misurazione. Con la leva l’uomo scopre la fisica, e con la vanga le prime leggi geometriche.
Il passaggio dall’utensile alla macchina avviene con l’invenzione della macina, emblema della techné e della capacità innovativa dell’uomo.

SOUND DESIGN

La colonna audio riproduce il suono degli attrezzi impiegati per procurare e produrre il cibo, accompagnato da canti di lavoro. Suoni provenienti da tutto il pianeta sono miscelati e mixati, per ricreare la mescolanza di rumori provenienti da un campo agricolo in piena attività. I canti riprodotti nella colonna sonora richiamano periodi storici differenti.

RACCOGLIERE, TRASPORTARE, CONSERVARE, TRASFORMARE
GATHERING, TRANSPORTING, PRESERVING, TRANSFORMING

Con il gesto primitivo di cogliere e raccogliere i frutti della terra nel palmo delle mani, nasce la prima idea di recipiente.
Divenuto stanziale, l’uomo sente la necessità di creare oggetti per contenere conservare, trasportare, scambiare e trasformare liquidi e alimenti.
Sono i contenitori delle grandi civiltà del passato, che hanno permesso di liberarsi dalle costrizioni di un consumo quotidiano introducendo l’idea di provvista. Oggetti che hanno la capacità di evocare da un lato la genialità umana nel trasformare gli elementi naturali, vegetali e animali, per renderli commestibili, dall’altro la saggezza nel conservarne una parte per sostenere le esigenze alimentari del gruppo.
Un esempio di saldatura tra intelligenza simbolica e addomesticamento dell’istinto del consumare tutto e subito, testimonianza di un nuovo modo di amministrare il tempo, pensando al domani.

DAL RURALE ALL’INDUSTRIALE
FROM RURAL TO INDUSTRIAL WORLD

La rivoluzione industriale ha avviato il processo di radicale trasformazione del rapporto tra uomo e ambiente, rendendoci coscienti del nostro potere sulle forze naturali.
Con l’avvento dell’industria mutano le strutture organizzative della produzione: nasce la concezione meccanizzata del lavoro, si diffonde l’idea di moltiplicazione e serialità del prodotto.
L’enorme potenziale espresso dalle macchine invade anche la produzione agricola e l’allevamento, modifica le società: i sistemi di approvvigionamento, le professioni, le conformazioni urbane, le tradizioni consolidate nei millenni.
É da quel momento che l’uomo perviene alla consapevolezza, prima graduale e ora ampiamente diffusa, del potere di trasformare ciò che lo circonda: nascono le grandi fabbriche, crescono le città, si costruiscono imponenti infrastrutture, cambia radicalmente il sistema dei trasporti ferroviari e marittimi: muta il paesaggio in tutto il mondo occidentale.

SOUND DESIGN

La colonna audio riproduce i suoni diegetici catturati lungo il viaggio di un treno attraverso il plastico di circa 350 mq, che rappresenta l’evoluzione del paesaggio che cambia nei diversi periodi storici: dallo sviluppo dell’agricoltura industriale alla nascita delle fabbriche, dall’urbanizzazione figlia della liberazione del lavoro contadino alle grandi realizzazioni architettoniche del primo novecento, simbolo di un nuovo progresso. I differenti paesaggi sono animati dai suoni dei mezzi di trasporto, dei treni, delle navi e delle macchine tipiche dell’epoca. In sottofondo è possibile avvertire anche il brusio e il canto dei lavoratori.

LA PIAZZA VIRTUALE DEL CIBO
THE VIRTUAL FOOD MARKET

Un’unica visione ci permette di osservare i passaggi fondamentali del mercato alimentare contemporaneo: quanto cibo viene prodotto, quanto ne viene consumato, come se ne stabilisce il prezzo e come questo viene comunicato, attraverso commercials pubblicitari di tutto il mondo.
La metafora della borsa ci fa capire che oggi la dimensione del mercato dei titoli finanziari legati al cibo è enormemente più grande di quella del mercato reale. Ciò che viene scambiato è in larga parte virtuale: anche le materie prime agricole come il grano sono state trasformate in beni sui cui speculare. Molte delle operazioni finanziarie sono, infatti, delle vere e proprie scommesse sulle materie prime alimentari, che hanno provocato improvvise impennate dei prezzi e permesso notevoli profitti.
E così è la finanza che decide il prezzo del pane, o di qualunque altro alimento. La bolla speculativa può avere effetti devastanti sull’economia reale del mondo pesando soprattutto sulle popolazioni più deboli, limitando l’accesso al cibo da parte dei più poveri.

I DISASTRI
THE DISASTERS

Non sempre la responsabilità dei disastri ambientali può essere attribuita solo a cause naturali.
Un evento naturale normale, che fa parte, quindi, del gioco delle forze della natura, può indurre conseguenze calamitose quando l’uomo interferisce nei suoi processi accelerandoli o alterandoli attraverso comportamenti irresponsabili.
É necessario prendere coscienza dell’interazione tra fenomeni naturali e gestione dell’ambiente e dell’urgenza di ripristinare un equilibrio che si è perduto a causa dello sfruttamento eccessivo e spesso irrazionale delle risorse.

LA RICERCA DELL’EQUILIBRIO
THE SEARCH FOR BALANCE

«Nessun luogo è senza un genio», affermava Servio nel suo commento all’Eneide, spiegando che ciascun ambiente è espressione dell’interazione tra la sua identità e quella di chi, nel tempo, lo ha abitato, arricchendolo di usi, culture, tradizioni.
É il concetto del genius loci: la conoscenza profonda di ogni territorio è ciò da cui dipende la sua stessa esistenza.
Ci sono luoghi in cui l’uomo, grazie a questi saperi, è riuscito a stabilire un equilibrio perfetto tra mondo naturale e produzione, ecologia ed economia, disegnando meravigliosi paesaggi di armonia.
Antiche abilità artigianali e contadine, adeguando le coltivazioni alla conformazione del terreno, hanno creato vere e proprie architetture, divenute peculiarità paesaggistica. Modelli agricoli efficienti, che tutelano la biodiversità con un impatto minimo sull’ambiente, possono diventare ragione di sviluppo delle comunità locali.
Sono, questi, esempi perfetti di equilibrio tra tradizione e innovazione, rispetto dell’ambiente e sviluppo industriale, uomo e natura.

MIGLIORI PRATICHE
BEST PRACTICES

Le Best Sustainable Development Practices (Best Practices), le 18 migliori pratiche mondiali nel campo agro-alimentare e della nutrizione, sono state selezionate tra le 786 proposte che hanno partecipato al bando internazionale lanciato da Expo Milano 2015. Le Best Practices raccontate nel Padiglione Zero, vogliono essere lo standard di riferimento e il modello di sviluppo sostenibile per tutto il Pianeta, a livello ambientale, sociale, produttivo, tecnico e scientifico.
Le Best practices ritenute più rappresentative per ciascuna area tematiche di riferimento, sono state premiate con la realizzazione di cinque filmati, con l’obiettivo di raccontarle al mondo. Le sceneggiature per i video sono state prodotte prendendo indicazioni dai progetti vincitori e condivise con l’ente o l’istituzione che le hanno promosse.

UN MARE D’ERBA DA SALVARE
A VASTNESS OF GRASS TO BE SAVED

Il progetto “GREEN GOLD PROJECT . Gruppi di pastori per una gestione sostenibile dei pascoli in Mongolia” è il primo classificato nella categoria “Priorità 1. Gestione sostenibile delle risorse naturali”. Sviluppata dall’Agenzia Svizzera per lo Sviluppo e la Cooperazione (SDC) e dal Ministero dell’Industria e dell’Agricoltura mongolo, la Best Practice ha saputo organizzare i pastori nomadi per salvare le immense distese di terreni adibiti a pascolo che si stanno progressivamente degradando, tutelando così un ambiente naturale unico. Dal 2006 il “Green Gold Project” ha facilitato azioni collettive tra i pastori nomadi organizzando utilizzi collettivi dei pascoli e migliorando le tecniche preventive. Grazie a questo progetto nel 2013, un totale di 3.4 milioni di ettari di terreno sono stati recuperati.

I SEMI DEL FUTURO
SEEDS OF THE FUTURE

Il progetto “Intensificare l’agricoltura attraverso il potenziamento dei negozi delle cooperative agricole”, sviluppato in Niger dalla FAO e dal Ministero dell’Agricoltura nigeriano, è stato premiato all’interno della “Priorità 2. Aumento della quantità e miglioramento della qualità dei prodotti dell’agricoltura”.
Nel 2008 il Governo del Niger iniziò il progetto IARBIC, volto a migliorare la bassa produzione agricola grazie a nuove forme di finanziamento e di vendita di fertilizzanti di qualità, attraverso il rafforzamento delle cooperative dei contadini locali.

LA VALLE NASCOSTA
THE HIDDEN VALLEY

Il progetto “CaféyCaffè. Network regionali a supporto dei piccoli produttori di caffè” è il vincitore in ambito “Priorità 3. Dinamiche socioeconomiche e mercati globali”, premiato per aver saputo promuovere l’accesso al mercato globale dei piccoli produttori di caffè su scala locale, incluse le donne. Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale-Direzione Generale per la Cooperazione Sviluppo (MAECI-DGCS) e l’Istituto Italo Latino Americano (IILA) hanno sviluppato un piano per migliorare la condizione socio-economica dei piccoli produttori di caffè, rafforzando le coltivazioni tradizionali attraverso l’utilizzo di nuove tecniche a basso impatto ambientale. Si è inoltre cercato di favorire lo sviluppo delle cooperative dei produttori, che hanno anche il compito di incrementare attività commerciali complementari. In queste organizzazioni, le donne riescono a ritagliarsi dei compiti, in precedenza appannaggio dei soli uomini.

LATTE PER CRESCERE
GROWING-UP MILK

Il progetto vincitore nell’ambito della “Priorità 4. Sviluppo sostenibile delle piccole comunità rurali” è stato sviluppato da Granarolo Group e dall’Associazione CEFA onlus in Tanzania.
“AfricaMilk Project: ama la tua terra, lotta contro la povertà, bevi il tuo latte” ha messo al centro dell’attività del distretto montuoso di Njombe, a novecento chilometri da Dar es Salaam, il latte e la sua traformazione, per garantire un futuro migliore a tutta la sua collettività.
E’ stata creata la NJOM MILK FACTORY (NMF), un’azienda che si occupa di tutta la filiera del latte: i lavoratori tanzaniani si occupano della raccolta, del controllo, della trasformazione e della commercializzazione del latte. Data la mancanza di veri concorrenti sul mercato, la NMF è oggi leader in tutto il paese per la qualità e l’eccellenza dei suoi prodotti ed è riuscita a creare l’iniziativa “Latte nelle Scuole”, che prevede la vendita del latte a prezzo ridotto in alcune scuole del distretto una volta alla settimana. Oggi la NMF è diventata una S.p.A, che fattura all’anno oltre 500 mila euro, e suoi azionisti sono gli stessi allevatori e i beneficiari.

REGALARE È PIÙ BELLO
IT’S BETTER TO DONATE

Nell’ambito della “Priorità 5. Modelli di consumo alimentare: dieta, ambiente, società, economia e salute”, la Best practice vincitrice è quella italiana proposta dalla Fondazione Banco Alimentare: “Il cibo, come risorsa per assicurare un’assistenza tangibile e l’inclusione dei più bisognosi.
La Fondazione Banco Alimentare è una Onlus che nasce in Italia nel 1989, con sedi in ogni regione e già presente in altri Paesi, che aiuta circa 2 milioni di poveri ogni anno. L’obiettivo è riuscire a fornire pasti quotidiani per gli indigenti attraverso il recupero del cibo non consumato, coinvolgendo istituzioni pubbliche, aziende e settore no-profit. L’attività del network Banco Alimentare è possibile grazie anche al lavoro quotidiano di oltre 1,700 volontari. Un giorno all’anno Il Banco organizza la giornata della “Colletta Alimentare”: i volontari raccolgono fuori da supermercati donazioni sotto forma di cibo fatte dai cittadini.
Non bisogna dimenticare che ridurre lo spreco alimentare, vuol dire anche incidere sull’ambiente, riducendo i costi di smaltimento del cibo scaduto o non utilizzato.